World Happiness Report 2019

Il 20 marzo, in occasione della Giornata internazionale della felicità, è stato pubblicato il 7^ “World Happiness Report” delle Nazioni Unite, la più importante tra le tante ricerche che provano a misurare la felicità nel mondo e determinarne le cause.

Ancora una volta, si confermano al vertice della classifica i Paesi del Nord Europa (in ordine Finlandia, Danimarca, Norvegia, Islanda e Olanda), mentre l’Italia è 36ima.

Per sintetizzare al massimo la felicità dipende da condizioni personali che aumentano le nostre potenzialità e capacità di fare (reddito, salute ed istruzione), da condizioni territoriali che rendono possibile la nostra libera iniziativa (assenza di corruzione, qualità delle amministrazioni, libertà d’impresa) e da un “ultimo miglio”, che possiamo chiamare “generatività”, fatto dalla nostra personale capacità di attivarci (qualità della nostra vita di relazioni, gratuità, ecc.).

Per migliorare la felicità, i governi (e noi tutti) dovremmo porci l’obiettivo di costruire società “generative”, che mettono al centro meccanismi di prosperità economica e sociale come fiducia, cooperazione e capitale sociale, capaci di generare valore aggiunto nei rapporti tra cittadini e paesi. Ma tutto ciò nel lungo periodo non sarà sufficiente, se non riusciremo anche collettivamente a ridurre la nostra “impronta ecologica”, per (almeno) ridurre i disastri del cambiamento climatico…