Declino della natura “senza precedenti”

E’ quanto afferma il nuovo rapporto dell’IPBES pubblicato oggi e secondo il quale un milione di specie animali e vegetali, ossia una su otto di quelle totali, sono a rischio di estinzione, più che in ogni altro momento nella storia umana. L’allarme lanciato dalle Nazioni Unite sulla base di uno studio della Piattaforma intergovernativa per la biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes), gruppo di esperti provenienti da 110 Paesi sui 132 dell’Onu, racconta di una situazione ambientale che non è mai stata così grave. Le responsabilità di questo costante aggravarsi delle condizioni del nostro pianeta vanno cercate, si legge nel rapporto, in tre cause principali: al primo posto, l’utilizzo che stiamo facendo di terra e mare, seguito dallo sfruttamento di piante e animali, mentre al terzo posto ci sono i cambiamenti climatici.

Le colpe principali, quindi, vanno imputate allo sfruttamento delle risorse da parte dell’uomo. Un atteggiamento, soprattutto nel modo in cui produciamo e consumiamo il cibo, che secondo le Nazioni Unite deve subire un drastico cambio di direzione se si vogliono salvaguardare le specie viventi e le caratteristiche del pianeta: “Stiamo consumando le basi stesse delle nostre economie, i nostri mezzi di sussistenza, la sicurezza alimentare, la salute e la qualità della vita in tutto il mondo – ha spiegato Robert Watson, a capo dell’Ipbes – La salute degli ecosistemi da cui dipendiamo, come tutte le altre specie, peggiora in modo più rapido che mai. Non è troppo tardi per agire, ma solo se si comincia a farlo adesso a tutti i livelli, locale e mondiale”.

Le attività umane, spiega il report, hanno “significativamente modificato” la maggior parte degli ecosistemi, sia terrestri che marini: il 40% dell’ambiente marino globale, ad esempio, mostra “gravi alterazioni” a seguito delle pressioni umane e ad essere in declino sono “ricchezza e abbondanza” dei mari di tutto il mondo.

Quando capiremo che tutti dobbiamo impegnarci per “cambiare rotta”, stile di vita, modo di lavorare, ecc.? Speriamo prima che sia troppo tardi…