È possibile per tutti vivere una buona vita, nei limiti del nostro pianeta?

Ho appena scoperto una bellissima ma drammatica ricerca dell’Università di Leeds, recentemente pubblicata su Nature Sustainability (e sintetizzata in The Conversation) che dimostra come, ad oggi, nessun paese al mondo soddisfa le esigenze di base dei suoi cittadini, con un utilizzo delle risorse realmente sostenibile.

La ricerca quantifica l’utilizzo delle risorse nazionali associato al raggiungimento di una “buona vita” in oltre 150 paesi e dimostra che soddisfare i bisogni di base di tutte le persone sul pianeta comporterebbe trasgredire molteplici limiti ambientali, sulla base delle attuali relazioni tra uso delle risorse e benessere umano.

La tabella seguente mostra la profonda sfida che le nazioni affrontano attualmente. Le prestazioni nazionali su sette indicatori di sostenibilità ambientale sono tracciate su undici soglie sociali minime per una buona vita. Idealmente, le nazioni dovrebbero trovarsi nell’ angolo in alto a sinistra, per raggiungere tutte le soglie sociali minime senza trasgredire i confini biofisici. Ma, come si vede, l’angolo in alto a sinistra oggi è vuoto!

Cosa fare quindi, perchè tutti possiamo vivere bene entro i limiti del nostro pianeta? Certamente sono necessari cambiamenti radicali, a cominciare da una drastica riduzione delle disparità di reddito ed il passaggio dai combustibili fossili all’energia rinnovabile. Ma, soprattutto, tutte le nazioni benestanti devono abbandonare la ricerca della crescita economica, che non solo non sta più migliorando la vita delle persone in questi paesi, ma sta spingendo l’umanità sempre più verso il disastro ambientale.

E’ quello che sostiene anche Dan O’Neill (dal 2013!) col la sua “The economics of enough”: è tempo di abbandonare la ricerca della crescita (nelle nazioni ricche) e prendere in considerazione una nuova strategia. Alcuni la chiamano “nuova economia”, altri “decrescita” ed altri ancora “economia dello stato stazionario” o “economia della ciambella” e così via ma, indipendentemente da come la si chiami, l’idea chiave è sviluppare politiche economiche che migliorino la qualità della vita senza espandere i consumi!