La realtà

Lungi dal voler fare discorsi filosofici complessi, è tuttavia importante una riflessione su alcuni principii base, senza i quali nessuna teoria o pratica economica o di vita può avere senso. Buddismo e fisica moderna ci danno una vista del mondo e della realtà completamente diversa da quella appresa a scuola e su cui è fondata l’economia neoclassica: la prima lezione basilare è che “la realtà” non è fatta di pezzi separati e statici, ma è una “rete di eventi”, accadimenti, processi, “relazioni” che succedono ma non durano per sempre: tutto è interconnesso, impermanente ed intrinsecamente “vacuo” (o vuoto) (v. articolo di Rovelli sulla vacuità e su Nagarjuna).

La realtà non esiste “in assoluto”: nessuna cosa o essere ha una realtà autonoma, perchè tutto esiste solo grazie/rispetto a (o in funzione o dalla prospettiva di), qualcosa altro; niente e nessuno quindi possiede un “sé” separato ed indipendente dal resto dell’universo. Anche l’«Io» non è altro che l’insieme vasto e interconnesso dei fenomeni che lo costituiscono, ciascuno dipendente da qualcosa d’altro.

Corollario importantissimo è che l’egoismo è solo figlio dell’ignoranza: dobbiamo abbandonare l’ego cartesiano che ci contrappone alla natura, trasformando noi stessi in ecosistema “L’ostacolo principale ad operare per il benessere degli altri invece che per sè stessi è la discriminazione tra sè stessi e gli altri, concepiti come totalmente indipendenti e separati. Di fatto, sé e altro sono relativi, come «questo lato della montagna» e «l’altro lato della montagna». Dalla mia prospettiva, io sono sé e tu sei altro, ma dalla vostra prospettiva voi siete sé e io sono altro.“ (Tenzin Gyatso – XIV Dalai Lama)

Se anche esistesse una cosa chiamata “realtà”, noi non la potremmo davvero conoscere! ma tutto quello che facciamo o pensiamo o vediamo è (quasi) solo un’illusione, filtrata dalla nostra mente, cultura ed (in)consapevolezza: come insegna la meccanica quantistica, c’è sempre una relazione/influenza tra osservatore ed osservato.

Se le cose sono solo relazioni, nulla ha una vera esistenza in sé e la realtà ultima (l’essenza) è l’assenza, la vacuità (sunyata), il “Nulla”, il “vuoto pregno” (pregnant void), “fonte originaria di tutto l’essere”, migliore metafora di “Dio”(o Tao o Buddha o quello che si vuole), che è in ogni cosa, animata o inanimata. Neanche la materia di fatto esiste, è (solo) energia altamente condensata; è prevalentemente vuota e costituita da particelle (fermioni) e da campi (bosoni). Ma se l’essenza di ogni cosa è sunyata, che è “Dio”, ogni aspetto della Natura è Sua manifestazione – altro motivo per rispettarla ed ascoltarla. “Buddha non deve essere visto se non nella natura e in ogni forma di vita: monti, fiumi e tutto ciò che esiste in natura possono presentarsi sotto diversi aspetti ma sono sempre una manifestazione di Buddha” (Keizan Zenji )

Altro corollario è che quindi non esistono nè una conoscenza perfetta (nemmeno la propria!) nè una sola verità: ma esistono, invece, un’infinità di diverse prospettive che nascondono piccole verità al loro interno e che, se aggiunte alla propria visione del mondo, possono aiutare a farsene un’idea un pò più giusta. Ecco anche perchè la diversità è importante per ogni gruppo o azienda.

Anche la Terra non è un insieme di cose al nostro servizio, ma è un unico “organismo”, composto di cose viventi o meno, in perfetta armonia. “Noi e la Madre Terra siamo una cosa sola”! Quindi, se come ora la Natura soffre, non è “la nostra casa” o qualcosa di esterno a noi che è in fiamme”, ma lo siamo noi stessi! Anche la Natura, il Tempo, l’Evoluzione, l’uomo e gli esseri viventi sono concetti molto diversi da come li abbiamo imparati, con importanti conseguenze esistenziali e politiche.

Un’altra verità è che non tutto (o non molto…) può essere spiegato in modo razionale: c’è un’altra dimensione o “layer” da accendere nella vita che è quello della spiritualità, del silenzio, della meditazione, del perché, oltre le parole e la ragione “Se usate la mente per studiare la realtà, non capirete né la mente né la realtà. Se studiate la realtà senza usare la mente, capirete entrambe. Coloro che sono capaci della vera visione, sanno che la mente è vuota. (Bodhidharma – Anno 483).